Quali sono i rischi del vaccino contro la COVID-19?

Sars-Cov-2 (Pixbay license)

di Nicolò Romano

Per molte persone non c’è abbastanza trasparenza e chiarezza riguardo gli effetti collaterali della vaccinazione contro il Sars-CoV-2. Cerchiamo di fare il punto della situazione su ciò che sappiamo!

Come tutti i vaccini, anche quelli contro il Sars-CoV-2 possono avere effetti collaterali. Questi si suddividono in lievi, moderati, severi e gravi. Facciamo qualche esempio comune per capirci:

-Dolore al braccio o leggero mal di testa ad esempio, sono effetti lievi.

-Nausea, stanchezza e febbre sono moderati. Reazioni allergiche, difficoltà respiratorie e febbri alte sono severi.

-Paralisi muscolari, forti emicranie e gravi infiammazioni sono gravi.

Perché un vaccino possa essere implementato sul campo deve mostrare al più rari effetti severi. Per quanto riguarda il vaccino Pfizer-BioNtech (del quale possediamo più dati) gli effetti  collaterali più frequenti sono lievi, seguiti dai moderati e nello 0,9% severi sistemici.

Gli effetti severi includono le reazioni allergiche, che però con trattamenti medici si risolvono entro 48 ore e avvengono quasi esclusivamente in soggetti con una storia precedente di reazioni allergiche severe ai componenti del vaccino. Tra l’altro gli effetti collaterali diventano mano a mano meno importanti quanto più il paziente è anziano: è probabilmente dovuto alla immunosenescenza ovvero la diminuita “prontezza” del sistema immunitario a reagire.

Ma sappiamo qualcosa sugli effetti collaterali a lungo termine?

Sì, principalmente grazie a conoscenze mediche pregresse. Un vaccino è un farmaco di cui si inietta una piccola dose poche volte nella vita di un soggetto. Al contrario di terapie che prevedono numerose assunzioni ad alte concentrazioni, hanno pochissime possibilità di provocare effetti collaterali a lungo termine. La certezza riguarda l’esistenza di effetti a lungo termine della sindrome Covid-19 mentre del vaccino conosciamo le potenzialità grazie soprattutto allo studio dei suoi componenti.

Questi componenti sono tutti ben conosciuti:

I sali coadiuvanti sono presenti in dosi simili a quelle dei coadiuvanti degli integratori di certe vitamine, non possono essere pericolosi a quei dosaggi.

– I liposomi sono sfere cave di fosfolipidi usati normalmente anche dal nostro organismo (dall’apparato del Golgi per esempio) nel metabolismo cellulare: possono al massimo essere la causa di quelle rare reazioni allergiche di cui parlavamo, essendo composti da un lipide sintetico. La loro persistenza nell’organismo è di qualche ora al massimo e chi si trucca li incontra nell’acqua micellare (i liposomi sono proprio micelle!).

– L’mRNA, invece, è un supporto “temporaneo” che tutte le cellule viventi usano per non scomodare il DNA nel nucleo e produrre proteine. Contiene il progetto per gli anticorpi anti-Spike, i veri difensori dal Sars-CoV-2. L’mRNA ha una “vita” brevissima ed è fragilissimo, non entra mai in contatto col DNA (protetto dal nucleo), non potrebbe modificarlo e nemmeno gli “interessa” farlo: serve solo per la sintesi proteica e si disgrega poco dopo.

Ma allora cosa rimane dopo il vaccino?

Beh anticorpi e linfociti della memoria! Sono ciò che perdura. Una volta insegnato alle cellule immunitarie a produrre anticorpi per esempio, abbiamo loro. Solo loro potrebbero in via teorica causare danni. Ma, oltre a essere estremamente improbabile in termini assoluti (la sindrome di Guillain Barrè potrebbe essere causata da un problema dei nostri anticorpi, ma persino lei ha una incidenza dello 0,001%), gli effetti di un attacco immunogeno si verificano rapidamente! Parliamo al massimo di 5-6 settimane dall’iniezione (da cui la cautela della stretta sorveglianza per due mesi, durante gli studi), poiché, non appena gli anticorpi cominciano a dare problemi, il sistema immunitario reagisce violentemente. Ricordiamo che un anticorpo è come una serratura dettagliata che accetta come “chiave” solo la proteina specifica: farlo scattare senza la chiave adeguata è difficilissimo!

Sappiamo però anche qualcosa dagli studi in corso. Dalle prime vaccinazioni volontarie a oggi sono trascorsi più di 5 mesi e nessun grave effetto a lungo termine si è presentato. Ovviamente i vaccinati vengono seguiti (almeno per 2 anni dalla seconda iniezione) ed esortati a segnalare qualsiasi problema: è nell’interesse di tutti conoscere meglio gli effetti dei vaccini e salvaguardare la salute delle persone.

Per finire, insomma, di questi vaccini non sappiamo tutto, ma sappiamo con ragionevole certezza che i benefici sono incredibilmente superiori agli svantaggi. Questi ultimi sono o estremamente rari, o lievi e temporanei. Stiamo dicendo che i vaccini non possano assolutamente creare problemi? Proprio no! Semplicemente da tutto ciò che sappiamo per conoscenze pregresse e studi sul campo sembrano un’ottima terapia, degna della nostra fiducia.

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